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Tempo di crisi, tempo di solidarietà - Una riflessione

Italia - 17  febbraio  2012


Crisi! Non si parla che di crisi! Anche i bei progetti di una giovane coppia o l’attesa di un figlio oggi creano scompiglio… Nessuno è pronto, nessuno è adeguato, perché nessuno ci ha mai preparati all’imprevedibile.

 

Poco tempo fa era Natale: forse ce ne resta solo un ricordo sbiadito, ma il Natale il suo senso lo aveva, chiaro, forte, imprevedibile: oggi è nato per noi un Salvatore! Cioè una Speranza contrapposta alle nostre paure: ci deve pur essere qualcuno così forte da afferrarci la vita, da dare un senso a questo nostro tempo e farci intravvedere una luce… “Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce” dicevala profezia di Isaia… Alcuni poveracci di allora, i pastori di Betlemme, ci credettero e si misero in cammino per scoprire il mistero del “bambino che giace nella mangiatoia”. Quanto servirebbe oggi imparare il mestiere di pastori, a noi che siamo gente di città, del benessere, dei consumi; gente che ha o aveva tutto e che continua ad avere fame e sete di tutto… Il mestiere dei pastori: vigilare, custodire, andare alla ricerca, avere cura. Imparare il mestiere della cura: della famiglia, del mistero della vita, dei piccoli, di chi ci sta intorno, di chi scopriamo esserci “prossimo”. L’apostolo Paolo raccomandava ai cristiani di cui aveva cura, di “crescere e abbondare nell’amore vicendevole e verso tutti”. Facciamolo nostro questo invito, usiamo pure altre parole: mettere in moto la solidarietà, non chiudersi in se stessi, meno egoismi privati e più coraggio pubblico!

 

Nella storia dei Fratelli Maristi c’è un po’ di questo coraggio. Bastino due esempi: prima del 1968 i Fratelli erano quasi 10.000 e accudivano a circa 200.000 ragazzi. Poi la crisi… Oggi i Fratelli sono appena 3500, ma hanno imparato a condividere con tanti altri la loro missione e il loro stile educativo: circa 50.000 persone a vario titolo svolgono attività in strutture mariste, raggiungendo oltre mezzo milione di ragazzi in 80 paesi e lavorano con professionalità e passione, specialmente verso i piccoli e i più emarginati.

 

Altro esempio: la FMSI - Fondazione Marista per la Solidarietà Internazionale. Con essa, ente pubblico riconosciuto, l’Istituto può relazionarsi con altri Enti no-profit, presentare progetti, trovare nuove risorse per le opere rivolte ai più bisognosi. Un ufficio centrale a Roma cura queste relazioni e mira a coordinare le organizzazioni mariste di solidarietà. Ma soprattutto c’è un ufficio a Ginevra con il compito di intraprendere iniziative a difesa dei diritti dei bambini. Un tema nuovo, di cui nessuno era esperto, eppure dopo una fase di apprendimento a fianco di Franciscan International, la FMSI ha già lo statuto consultivo dell’ECOSOC (ECOnomic and SOcial Council), che le consente di partecipare alle sessioni dell’ONU dedicate all’esame dei diritti umani e in particolare dei diritti dei bambini nei 193 Stati membri. Missione marista non è più solo essere bravi educatori cristiani, ma è anche attività di “advocacy”, (= denuncia-controllo-promozione…) presso gli organi competenti, cioè parte attiva della società civile che può e deve influenzare le politiche degli Stati.

 

Crisi non è sinonimo di morte: se si ha coraggio si sperimenta che una vita nuova rinasce: inauguriamo dunque un nuovo stile di vita, meno lamenti, più apertura, partecipazione, corresponsabilità… Guardiamoci intorno, costruiamo percorsi di incontro, di ascolto, di relazione, di condivisione, di solidarietà. “I care” (mi prendo cura!) sia il nostro nuovo stile di vita.

 

Mario Meuti

FMSI

Direttore - Ufficio di Roma

 

(Articolo scritto per "Presencia Marista")