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L’educazione, cuore dello sviluppo in Malawi

Malawi - 12  marzo  2012


Una nostra recente visita ci ha permesso di conoscere un po’ il Malawi. The warm heart of Africa (il cuore caldo dell’Africa), è un paese tranquillo: dalla sua indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1964, c’è stata stabilità politica, nessun conflitto tribale, ottimi rapporti con tutti gli altri paesi. E proprio per questo è rifugio ideale per molti profughi delle popolazioni circostanti.

 

La sua popolazione è di circa 13 milioni, su una superficie di 118.000 Kmq; il reddito pro capite è di 830 $ (172° nel mondo) e di fatto circa il 40% vive con meno 1 dollaro al giorno. Grandi sono i problemi sanitari, soprattutto per la forte presenza di malati di HIV, e tra essi ci sono anche molti bambini. L’alfabetizzazione ha raggiunto il 72%, ma con differenze tra maschi e femmine… Se però si considera la possibilità di accesso all’istruzione secondaria, la percentuale di coloro che proseguono gli studi è bassa (ed è addirittura bassissima per le ragazze adolescenti).

 

I Fratelli Maristi sono presenti in Malawi dal 1946. Nella nostra breve visita abbiamo parlato di come la FMSI può sostenere il loro lavoro. I progetti realizzati riguardano tre obiettivi: garantire un’educazione e una formazione realmente utile per la vita; ridurre l’abbandono scolastico soprattutto delle bambine e delle ragazze; favorire l’accesso alla scuola per i ragazzi più vulnerabili e dare una seconda opportunità a coloro che per vari motivi hanno lasciato la scuola.

 

Nel loro viaggio Fr. Mario e Angela hanno potuto visitare quasi tutte le realtà educative mariste. La prima tappa della visita è stata la Scuola Secondaria di Likuni, presso la capitale Lilongwe. Essa è uno dei 5 istituti per l’educazione secondaria gestiti dai Fratelli Maristi; gli altri sono: la Scuola Secondaria di Zomba, la Scuola Charles Lwanga a Balaka, la Scuola Secondaria di Mtendere e la Scuola Secondaria Marista nel distretto di Dedza. Tutte queste scuole sono parte del sistema pubblico. Gli insegnanti sono scelti e pagati dal Ministero dell’Educazione; l’80% degli alunni è selezionato dal governo in base ai voti conseguiti all’esame nazionale (PSLCE - Primary School Leaving Certificate). Gli studenti vengono inviati nelle “boarding schools” (cioè convitti, con retta da pagare) da tutte le zone del paese. Se da una parte questo sistema favorisce l’incontro di giovani di zone diverse e premia i più meritevoli, dall’altra fa sì che la scuola rimanga una realtà chiusa rispetto alla comunità locale. Paradossalmente chi vive nei villaggi attorno alla scuola non può beneficiare di essa e poi l’accesso è così selettivo che lascia fuori la maggior parte dei ragazzi e con ben poche altre prospettive. Inoltre le boarding schools sono divise in maschili e femminili, ma la percentuale di queste ultime è davvero bassissima. E allora una delle prime preoccupazioni dei Fratelli Maristi è stata quella di creare un ponte con la gente del posto. La prima esperienza è stata a Likuni, presso Lilongwe, dove oggi c’è la boarding school con 320 alunni e la “open-day school” (scuola diurna libera), frequentata da 516 ragazzi e ragazze dei villaggi.

 

Anche nella zona di Mtendere (Dedza), che è il cuore dell’attività marista in Malawi, i Fratelli si sono preoccupati di superare la chiusura al territorio. Accanto alla Marist Secondary School è nata infatti una “open-day school”, dove nel pomeriggio possono frequentare i ragazzi e le ragazze del posto, sotto la guida degli stessi docenti della Marist Secondary School. Fr. Patrick Bwana, uomo straordinario per carisma e dedizione, ha cominciato a radunare accanto alla Mtendere Secondary School i ragazzi del villaggio, alcuni con handicap o orfani, coinvolgendo dapprima qualche volontario e poi l’intera comunità locale. Quell’attività oggi è diventata un terzo centro formativo marista: lo “Champagnat Center” con una scuola secondaria fatta di tutti ragazzi e ragazze del posto. E il loro orgoglio (di Patrick Bwana e di Mr. Jibson Peter Thole, attuale direttore) è che i risultati d’esame non sono inferiori a quelli di molte boarding schools. Per loro ci sono altre aule in costruzione, grazie al contributo congiunto di FMSI e dell’agenzia spagnola Manos Unidas; è quasi completa la falegnameria e c’è anche un negozietto per i generi di prima necessità. Certo manca ancora molto: l’impianto idrico è insufficiente e non si può insegnare agricoltura in maniera adeguata, il piccolo generatore di corrente è ben poca cosa, il direttore vorrebbe una casa per risiedere lì e fare da custode… E tanti altri progetti che Patrick Bwana, oggi 91 anni pieni di giovanile vitalità,  ci snocciola insieme al suo motto: “Forward ever, backward never!” (sempre avanti, mai indietro!). La FMSI continuerà ad essere al loro fianco, perché è troppo bello vedere i volti gioiosi dei ragazzi e le feste che ci hanno riservato. Sono coscienti della fortuna che hanno e non importa se debbono percorrere chilometri per arrivare lì dai villaggi intorno. Almeno per loro la scuola val ben qualche sacrificio!

 

I giorni della nostra presenza coincidevano con la mancanza di carburante in tutto il Malawi (problema che si sta protraendo anche nel 2012) per cui l’idea di visitare le scuole mariste del sud (Balaka e Zomba)è diventata inattuabile, ma un fratello marista ha fatto ore di coda per procurarsi il carburante e portarci almeno a conoscere due progetti nel nord del paese, anch’essi realizzati sotto l’egida marista. Un viaggio di circa 400 km per arrivare a Rumphi e incontrare la comunità rurale di Nkwangu. Questo villaggio, grazie all’intraprendenza della gente e dei loro capi, ha avviato vari programmi, prima di tutto una scuola: con il contributo di FMSI sono state costruite 4 aule, ma altre sarebbero necessarie, perché si continua a fare lezione anche sotto gli alberi… La zona è ormai punto di riferimento per altri villaggi e aumentano le attività: alfabetizzazione per gli adulti, formazione in agricoltura, promozione della donna, educazione sanitaria e assistenza ai malati di AIDS… E con esse c’è la lunga lista di richiesta di aiuto! Poco prima del buio lasciamo il villaggio: non sappiamo se rimanere sconvolti dalle immense e urgenti necessità o ammirati per la dignità delle persone e la loro grande voglia di riscatto…

 

L’indomani siamo attesi al villaggio di Katete (Mzimba) dalla comunità di Sr. Jasintha Mkandawire che ha creato un pensionato per 40 ragazze, altrimenti escluse dalla scuola, e dove la FMSI ha contribuito all’acquisto di letti e materassi. Per il nostro arrivo avevano messo fiori ovunque e le ragazze ci hanno accolto con un calore indescrivibile. Si percepiva la loro gioia di essere lì, nonostante le forti pressioni (illustrate in un simpatico sketch teatrale) che ricevono dalle stesse famiglie per sposarsi presto e lasciare gli studi. Una profonda tristezza ci invade al momento di ripartire: sono le 17.30 ed è quasi buio, tutti corrono a mangiare rapidamente, perché tra poco la vita si ferma. Non c’è luce elettrica, non si può studiare, non si può fare nulla! Sconvolgente per un europeo del popolo della notte…

 

Non possiamo che sentirci grati per le tante persone incontrate in questo viaggio… Quanto vale il loro lavoro? La miglior risposta ci sembra quella di una rifugiata del Darfur “Abbiamo dovuto abbandonare tutto…. La sola cosa che abbiamo potuto portare con noi era nella nostra testa: quello che avevamo imparato, la nostra istruzione. L’educazione è l’unica cosa che non può esserci portata via”.

 

Per una più ampia informazione si vedano, nella sezione progetti:

  1. Likuni
  2. Polo scolastico di Mtendere (Dedza)
  3. Champagnat Centre
  4. Le scuole mariste del Sud del Malawi
  5. Rumphi
  6. Katete