

Pubblichiamo gli ultimi documenti preparati da FMSI insieme ai suoi partner nell’ambito della sua attività per i diritti dei bambini presso le Nazioni Unite: si tratta del rapporto per la Revisione Periodica Universale (UPR) del Pakistan, preparata insieme a Franciscans International (FI), Domenicani per Giustizia e Pace, e VIVAT International; e del rapporto per la UPR dello Sri Lanka, preparata insieme a Franciscans International. Entrambi i documenti sono stati presentati al Consiglio per i Diritti Umani a Ginevra il 23 aprile scorso, in vista della 14a sessione del Gruppo di Lavoro UPR (ottobre-novembre 2012), durante la quale i due paesi verranno esaminati per verificare lo stato dei diritti umani al loro interno.
Il rapporto sul Pakistan intende promuovere questioni di giustizia sociale in relazione ai diritti dei bambini e delle donne. In particolare, si interessa di: 1) istruzione; 2) diritto alla protezione contro ogni forma di abuso e di sfruttamento; 3) protezione dai conflitti armati; 4) diritti umani delle donne. Per tutti i temi il rapporto fornisce una panoramica della situazione attuale e fa una serie di raccomandazioni al governo del Pakistan. Tra le altre cose, si raccomanda al governo di:
- Stanziare maggiori fondi per la scuola per promuovere l’istruzione gratuita, accessibile e di qualità per tutti i bambini del paese;
- Implementare una legislazione che adempia agli obblighi della Convenzione n. 138 dell’ILO (International Labour Organization) sull’età minima per l’impiego e la Convenzione n. 182 dell’ILO sulle peggiori forme di lavoro minorile;
- Destinare una fetta maggiore del bilancio nazionale alle politiche sociali e all’istruzione in modo da rendere superfluo il lavoro minorile come fonte di reddito familiare e fornire abbastanza strutture per l’accesso alla scuola;
- Ratificare il Protocollo opzionale alla Convenzione sui Diritti del Fanciullo sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati che il governo ha firmato il 26 settembre 2001;
- Assicurare che la legislazione nazionale sulle donne sia implementata nelle province attraverso lo stanziamento di fondi statali e l’istituzione di un’autorità di controllo;
- Adottare una normativa che assicuri pari opportunità per l’istruzione delle donne appartenenti a minoranze;
- Assicurare la protezione delle donne appartenenti a minoranze e garantire loro il pieno godimento dei loro diritti, incluse la libertà di movimento in tutta sicurezza e la libertà di religione.
Il rapporto sullo Sri Lanka mette in evidenza questioni chiave relative a: 1) sfollati; 2) pace e riconciliazione; 3) baraccopoli urbane e standard di vita adeguati; 4) lavoratori nazionali e migranti e traffico di esseri umani; 5) diritti dei bambini; 6) diritti delle persone con disabilità. Il rapporto fa una panoramica sulla situazione attuale e sottolinea le maggiori sfide in relazione alle questioni chiave. Esso raccomanda al governo dello Sri Lanka di:
- Dare priorità al ritorno degli sfollati ai luoghi di origine, secondo gli standard internazionali;
- Adottare le misure necessarie per salvaguardare i diritti umani degli sfollati, inclusi donne e bambini;
- Assicurare l’uso del cingalese e del tamil come lingue ufficiali in tutte le amministrazioni pubbliche;
- Garantire la libertà di movimento per tutti i cittadini e rimuovere e le restrizioni in vigore per le organizzazioni umanitarie che lavorano nelle zone di conflitto;
- Sistemare gli abitanti delle baraccopoli con adeguate strutture per l’alloggio, la salute, l’istruzione e l’auto-sostentamento;
- Favorire lo sviluppo urbano e rurale in modo da prevenire l’esodo della popolazione dalle campagne alle città;
- Fornire incentivi economici alle famiglie povere che mandano i figli a scuola;
- Proteggere i bambini che dichiarano di aver subito abusi ed assicurare il perseguimento dei colpevoli, e stabilire programmi di riabilitazione per le vittime e i colpevoli;
- Promuovere campagne contro il turismo sessuale;
- Mettere fine alle punizioni corporali e individuare misure correttive alternative che promuovano il rispetto e la dignità del bambino;
- Riconoscere che lo stress da trauma derivante dal conflitto è un problema rilevante e collaborare con ONG, religiosi, terapisti, famiglie e amici per facilitare il recupero psicologico, mentale e spirituale dei bambini;
- Adottare una politica nazionale per le persone con disabilità senza alcun tipo di discriminazione.